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Parere del Fisco sul Superbonus 110%: beneficiari e tipologie di immobile

Parere del Fisco sul Superbonus 110%: beneficiari e tipologie di immobile

Dopo la notizia del rinnovo dell’incentivo per tutto il 2022, torniamo a parlare del Superbonus 110% per chiarire quali siano i potenziali beneficiari e a quali tipologie di immobile possano essere oggetto di interventi. Come ormai noto, il maxi-incentivo è aperto a una vasta platea di possibili beneficiari mentre, riguardo alle tipologie di immobili, ammette esclusivamente quelle residenziali.

Analizzando un recente parere dell’Agenzia delle Entrate, faremo un breve riepilogo sui requisiti necessari per accedere al Superbonus 110% e sul funzionamento dell’incentivo in generale, integrando anche degli specifici chiarimenti.

Beneficiari e Immobili: a chi spetta il Superbonus 110%?

L’Agenzia delle Entrate, con la nota n. 804 del 10 dicembre 2021 ricorda quali siano gli effettivi beneficiari del maxi-incentivo e le tipologie di edificio sulle quali possono operare.

Possono usufruire del Superbonus 110%:

  1. Condomini, per:
  • Interventi trainanti e trainati sulle parti comuni.
  • Solo interventi trainati sulle singole unità immobiliari.
  1. Persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di impresa, arti e professioni), per intervenire su:
  • Singole unità immobiliari indipendenti;
  • Edifici unifamiliari composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;
  • Unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari, ma solo se le unità sono funzionalmente indipendenti e se sono dotate di uno o più accesso autonomi dall’esterno.
  1. IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) ed enti analoghi per intervenire su immobili:
  • Di loro proprietà;
  • Di edilizia residenziale pubblica che gestiscono per conto del Comune.
  1. Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, solo per immobili di proprietà della cooperativa assegnati in godimento ai soci.
  2. ONLUS e Organizzazioni di volontariato senza scopo di lucro, correttamente iscritte agli appositi registri.
  3. Associazioni e società sportive dilettantistiche, solo per immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi;
  4. Titolari di reddito d’impresa, arte o professione, solo:
  • Se l’immobile è sito all’interno di un edificio o condominio in cui più del 50% della SDL è a scopo residenziale;
  • Per eseguire interventi trainanti e trainati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Superbonus 110% e titolari diritti reali: i requisiti obbligatori

Il Superbonus 110%  può essere richiesto anche da chi detiene l’immobile oggetto di interventi in qualità di titolare di diritti reali di godimento. La locazione, essendo appunto un diritto reale, rende possibile la richiesta dell’incentivo, a patto che:

  • Esista un contratto di locazione correttamente registrato;
  • Siano gli stessi locatari a sostenere le spese;
  • Il proprietario (ovvero l’IPAB istante) rilasci una dichiarazione di consenso per gli interventi;
  • Risultino rispettati tutti i requisiti richiesti sia per gli interventi di efficientamento energetico che per quelli volti alla riduzione del rischio sismico.

Superbonus in condominio misto e Bonus Casa con opzioni alternative

Per le strutture riconosciute come condominio misto (ovvero in parte residenziale e in parte commerciale), ci sono delle precisazioni da fare. Per far sì che i locatari dei negozi possano partecipare alle spese per gli interventi trainanti e trainati, è obbligatorio dimostrare che più del 50% della Superficie Disperdente Lorda è adibita ad uso residenziale. Non sarà possibile invece conseguire interventi trainati che riguardino le singole unità commerciali.

Per quanto riguarda invece la possibilità per l’istante di usufruire, in alternativa al Superbonus 110%, del Bonus Facciate, dell’Ecobonus o del Sismabonus, si fa presente che i tre incentivi citati ammettono tra i potenziali beneficiari anche gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale. L’Agenzia delle Entrate fa presente anche che i tre incentivi sopra elencati rientrano tra quelli che danno la possibilità di scegliere le opzioni alternative alla detrazione, ovvero la cessione del credito e lo sconto in fattura.

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Come ristrutturare il camino: idee e consigli per l’angolo più romantico della casa

Il camino negli ultimi anni si è trasformato in un vero e proprio elemento d’arredo in grado di dare stile e personalità alla stanza in cui si trova. Utile per riscaldare una stanza (o una casa, con l’ausilio di una caldaia), laddove è utilizzato quotidianamente diventa il centro della vita familiare e perché no, teatro delle migliori grigliate casalinghe.

Solitamente abbinato alle case con un arredamento rustico, amatissimo in Sardegna, il camino può diventare un elemento che si integra alla perfezione anche alle case più moderne. Se avete voglia di ristrutturare un vecchio camino conservando il suo fascino, ma rendendolo moderno, è ora di pensare ad un restyling. Inoltre i camini sono considerati idonei come impianti termici e valgono ai fini dell’accesso al Super Ecobonus 110%.

Regola numero uno: efficienza

I camini sono affascinanti ma spesso vengono lasciati spenti perché danno qualche problema di troppo rispetto ad altri sistemi moderni e più pratici. Spesso il problema è una canna fumaria che non assicura un buon tiraggio, riempiendo la stanza di fastidioso fumo. Una bocca troppo ampia o troppo piccola, l’altezza del camino “scomoda” per le nostre esigenze: tutti problemi che ne scoraggiano l’utilizzo. Anche i materiali con cui viene realizzato la struttura sono importanti, ad esempio la qualità dei mattoni refrattari, che possono usurarsi dopo decenni di accensioni. In questi casi è importante contattare una ditta competente e studiare la ristrutturazione del nostro camino.

Solo legna? No, affatto!

Quando si pensa di ristrutturare un camino, la prima scelta è quella del combustibile che lo alimenterà. Il tradizionale camino a legna ha un fascino senza tempo, ma comporta una gestione impegnativa, soprattutto se non si passa molto tempo dentro casa e si ha bisogno di soluzioni in grado di generare calore diffuso in tempi rapidi. In questo caso si può decidere di passare a un termocamino alimentato a pellet, che assicura il massimo rendimento, oppure scegliere un camino al bioetanolo che non richiede la canna fumaria (e che è molto scenografico, ma poco efficiente).

Nuovo camino, nuovo rivestimento 

A questo punto arriva il momento di dedicarsi al design e optare per un rivestimento adatto allo stile della casa o dell’ambiente in cui il caminetto andrà ad inserirsi. Le alternative sono diverse, come:

  • Camino in legno: il legno ha un fascino senza tempo. Utilizzare un rivestimento in legno per il camino, conferisce calore all’ambiente e un aspetto moderno.
  • Camino in mattoni: l’ideale per chi ha un budget basso o non ha un’idea chiara sul colore della stanza. Basterà semplicemente dipingere i mattoni per ottenere un elemento d’arredo totalmente differente, in poco tempo e con pochissimo sforzo.
  • Camino in pietra: un materiale che permette di dare al camino un design accattivante in base al taglio. Le pietre squadrate sono perfette per ricreare, magari in salotto, la tipica atmosfera da baita. Pietre bianche e piatte invece permettono di ottenere un aspetto più minimal.
  • Camino in pietra ricostruita: opzione è valida se volete rinnovare il camino senza spendere troppo. La pietra ricostruita, a differenza di quella naturale, ha un costo più basso ed è facile da applicare perché è molto più leggera.
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Bonus Ristrutturazioni e regime forfettario: come accedere agli incentivi?

Il Bonus Ristrutturazioni è uno degli incentivi di maggior successo del Governo Italiano. Si tratta di una detrazione d’imposta pari al 50% per l’esecuzione di interventi di ristrutturazione edilizia, mirati al recupero, al restauro, all’abbattimento delle barriere architettoniche, al risparmio energetico, alle nuove costruzioni in caso di danneggiamento per cause climatiche.

Una domanda che ci viene posta spesso è quella relativa alla possibilità di accedere all’agevolazione fiscale (mediante Bonus Ristrutturazioni, ma non solo) anche da parte di contribuenti che hanno aperto una partita IVA con regime forfettario. Un regime particolarmente vantaggioso e molto utilizzato anche dai contribuenti residenti in Sardegna, ma che presenta anche lo svantaggio di non poter portare in detrazione le spese, comprese quelle per le ristrutturazioni edilizie.

Bonus Ristrutturazioni: chi può accedere all’incentivo?

Prima di tutto bisogna ricordare che si può accedere al Bonus Ristrutturazioni fino al 31 dicembre 2021, ma che è attesa una proroga fino al 2024. I soggetti fiscali che possono godere del Bonus Ristrutturazioni sono:

  1. Persone fisiche che sostengono le spese, tra cui:
  • Proprietario e nudo proprietario;
  • Titolare di diritto reale di godimento, inquilino o comodatario;
  • Convivente senza matrimonio, coniuge, parenti diretti entro il 3° grado, parenti affini entro il 2° grado;
  • Coniuge separato al quale è stata assegnata la casa di proprietà dell’altro coniuge;
  1. Soci di cooperative divise e indivise;
  2. Soci delle società semplici;
  3. Imprenditori individuali, ad esclusione degli immobili merce o strumentali.

Regime forfettario: come si può accedere agli incentivi?

I soggetti in regime forfettario, non potendo portare in detrazione le spese, possono usufruire del Bonus Ristrutturazioni, così come di altri bonus casa ai quali prima non potevano accedere, grazie all’introduzione delle opzioni alternative: cessione del credito d’imposta o sconto in fattura immediato. La stesso discorso si applica anche per tutti gli altri bonus casa che ammettono almeno una delle due opzioni, ovvero il Superbonus 110%, l’Ecobonus, il Sismabonus, il Sismabonus Acquisti e il Bonus Facciate.

Un grande passo avanti, dal momento che, fino a maggio 2020, per i soggetti che non possedevano un’imposta lorda da detrarre era impossibile accedere agli incentivi fiscali, perché appunto l’unico modo di usufruirne era la detrazione d’imposta in sede di Dichiarazione dei Redditi. La cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura immediato, dunque, allarga la platea dei beneficiari degli incentivi fiscali e danno la possibilità di monetizzare il credito da subito senza attendere i tempi lunghi del rimborso rateizzato in sede di dichiarazione fiscale.

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Ristrutturare una vecchia casa in Sardegna: idee e consigli

Ristrutturare una vecchia casa in Sardegna: idee e consigli

Comprare una casa nuova è un momento cruciale nella vita di una persona o di una famiglia: si sta scegliendo infatti il posto in cui si trascorreranno gli anni successivi, in cui ci si può rifugiare alla fine di una giornata di lavoro e sarà il luogo in cui accogliere amici e parenti per le feste.

Chi compra una casa si trova immediatamente di fronte a tanti dilemmi. Il primo – davanti agli annunci immobiliari – è sicuramente se acquistare una casa di recente costruzione o un immobile vecchio da ristrutturare. Entrambe le opzioni presentano pro e contro. Se comprare un appartamento fatto e finito è una comodità, è anche vero che acquistare una casa da ristrutturare presenta notevoli vantaggi.

Ristrutturare una casa o un appartamento infatti ti permette di organizzare gli spazi secondo gusti ed esigenze personali e aumenta il valore dell’immobile acquistato (a un prezzo conveniente rispetto a un immobile nuovo di zecca, generando quindi una plusvalenza importante all’atto della vendita) se un domani si vorrà cambiare nuovamente casa.

In questo articolo cercheremo di analizzare i vantaggi della ristrutturazione di una casa in Sardegna.

Conviene ristrutturare una casa vecchia?

Se si deve acquistare una casa in Sardegna, sceglierne una da ristrutturare (e soprattutto nei centri storici dei paesi del Campidano, ce ne sono tantissime) può essere la scelta migliore per spendere di meno e per avere modo di organizzare gli spazi in base ai propri desideri e alle esigenze familiari. La disposizione delle stanze, l’apertura di nuove finestre per garantire un’illuminazione ideale in ogni stanza, la realizzazione di uno studio (per lo studio dei propri ragazzi o per il lavoro dei tanti liberi professionisti o smart workers) o l’installazione di un sistema di riscaldamento di ultima generazione: tutte cose impossibili (o molto complicate) da realizzare se si acquista una casa di nuova costruzione.

Inoltre, parlando del punto di vista economico, i vantaggi sono fin troppo ovvii.  Una volta conclusi i lavori infatti, l’appartamento avrà guadagnato un valore di mercato nettamente superiore a quello di acquisto, che può anche raddoppiare se si usano soluzioni edilizie all’avanguardia.

Quanto costa ristrutturare una casa?

La domanda è lecita ma chiaramente non ha una risposta univoca. Partiamo subito con un consiglio: chiedere sempre un preventivo a una ditta di costruzioni certificata, per avere un’idea della spesa globale tra rogito e ristrutturazione.

Non è banale offrire ai lettori delle cifre generiche riguardanti i costi di ristrutturazione di una vecchia costruzione perché intervengono numerose variabili a determinare il prezzo finale, con oscillazioni importanti in base al tipo e al numero di modifiche richieste, alla metratura dell’edificio (il prezzo finale di ogni preventivo è determinato in base ai metri quadri dell’intervento), dai materiali e dagli impianti che si vorranno installare.

In Italia esistono tantissimi incentivi fiscali per chi ristruttura una vecchia casa migliorandone l’efficienza energetica. Dal Superbonus 110% al Bonus Ristrutturazione, passando per Ecobonus e bonus facciate, sono molteplici le possibilità di recuperare somme che vanno dal 50% al 110% della spesa (con detrazione oppure con lo sconto direttamente in fattura). Per questo motivo comprare una vecchia casa e ristrutturarla costituisce una delle migliori forme di investimento possibili.

A chi rivolgersi per ristrutturare una casa?

Prima di ristrutturare un vecchio immobile è importante consultare professionisti (geometri, architetti o ingegneri) che siano in grado di realizzare il progetto per la casa nuova, tenendo conto delle esigenze personali o familiari, comprese quelle relative al budget. Sin dalle primissime fasi è importante pensare non solo alle strutture architettoniche (opere murarie, impianti, cappotto), ma anche a quello che sarà la destinazione d’uso di ogni stanza e il relativo arredamento:  solo in questo modo si potranno fare tutte le scelte (posizione e dimensione degli infissi, dimensionamento e posizione degli impianti, punti luce, etc) nella maniera più oculata e ottimizzata possibile.

Il consiglio per la realizzazione dei lavori è sempre quello di affidarsi a una ditta certificata, come Global. In questo modo si può delegare la direzione dei lavori al professionista che ha realizzato il progetto, facendolo lavorare insieme a un team di operai e tecnici affidabili. Il risultato è garantito dall’esperienza e delle maestranze messe in campo dalla ditta, riducendo i problemi e il tempo passato in cantiere a prendere decisioni che possono essere delegate con fiducia ai tecnici.

Impianti, cappotto, infissi: ristrutturare per migliorare l’efficienza energetica

Per migliorare la classe energetica di una casa non basta solo rifare gli impianti, ma occorre anche installare degli infissi moderni capaci di isolare la casa dalle condizioni climatiche naturali. Gli infissi più datati non sono infatti adatti allo scopo: spifferi e vetri sottili rendono le vecchie case delle “spugne” in grado di assorbire la temperatura dall’esterno.

L’installazione di pannelli isolanti (ottimi anche per l’acustica) è un ottimo sistema per migliorare l’efficienza energetica della casa. Un cappotto isolante rende un appartamento molto più confortevole e ne aumenta sensibilmente il valore commerciale.

A questo, ovviamente, deve accompagnarsi anche un rinnovamento degli impianti. Più un immobile è datato, più sono probabili guasti al sistema idraulico, alle tubature del gas o all’impianto elettrico. In alcune situazioni è possibile effettuare delle riparazioni mirate, ma in linea di massima è conveniente sostituire gli impianti. Caldaie e climatizzatori di ultima generazione garantiscono efficienza e consumi ridotti. Installando pannelli fotovoltaici inoltre sarà possibile produrre energia e abbattere il costo della bolletta elettrica.

Sempre nell’ottica del miglioramento dell’efficienza energetica, si può pensare a una casa dotata di domotica: grazie alle più moderne tecnologie è possibile controllare da remoto, tramite smartphone, elettrodomestici e sistema di riscaldamento, ottimizzando i consumi.

Personalizzare la casa da ristrutturare

Ristrutturare una casa offre possibilità di scegliere tutti i materiali e finiture, dai pavimenti ai bagni, dal colore delle pareti alle porte fino all’arredamento: tutto può essere personalizzato in base allo stile di chi abiterà la casa. In quest’ottica l’acquisto con ristrutturazione è sicuramente una scelta migliore rispetto all’acquisto di un immobile personalizzato da altri.

 

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